Manifesto del Futurismo Rurale

RMIT – Royal Melbourne Institute of Technology / CAST
Melbourne
25 luglio 2019

University of New South Wales / Art & Design 
Sydney
23 luglio 2019

Otago Polytechnic / Dunedin School of Art
Dunedin
22 luglio 2019

luglio 2019

La ruralità sta diventando sempre più un tema chiave nei dibattiti politici ed ecologici del mondo contemporaneo. All’interno di essi, l’interpretazione del concetto stesso di rurale oscilla tra una sua visione come una forma di “alterità” o di “identità”.

In entrambi i casi, è evidente che la ruralità non può essere considerata come un semplice spazio geografico, ma piuttosto essa rappresenta un’espressione di “posizionalità” politica. È necessario un approccio critico alla ruralità, oggi più che mai, per poter immaginare futuri “altri” per le comunità, i territori ed i luoghi rurali, al di là della dicotomia “alterità”/”identità”.

Il “Futurismo Rurale” è una prospettiva critica in cui i molteplici punti di vista e di ascolto forniti dall’arte, ed in particolare dalle tecno-culture, forniscono nuove modalità per pensare a ciò che è o può essere la ruralità. Il “Futurismo Rurale” è una sfida sia ai discorsi attuali sulla ruralità considerata come uno spazio di autenticità, utopia, anacronismo, provincialismo, tradizione, senso di stabilità, sia ai contrasti oppositivi sui quali queste narrazioni sono costruite: appartenenza/alienazione, sviluppo/arretratezza.

Interrogando il nostro rapporto con la memoria e gli archivi del passato, la pratica artistica rilancia il concetto di “rurale” all’interno delle narrazioni della contemporaneità, decostruendo quei discorsi che la relegano ad una semplice appendice dei processi politici, culturali ed economici su scala globale. In questo modo, i territori rurali diventano così luoghi di sperimentazione, performatività, indagine e riconfigurazione, in cui è possibile creare scenari futuri a partire da altri assemblaggi di elementi visibili e invisibili, umani e non umani: oggetti, materiali, discorsi, tecnologie e infrastrutture relazionali che costituiscono, e che vengono a loro volta costituiti, come specifiche forme di governance.

Nella sua materialità, il suono ci invita a far esperienza delle aree rurali, dei luoghi abbandonati e delle periferie urbane come spazi nei quali interrogare il nostro approccio alla storia e al paesaggio, il nostro senso di abitare un territorio e la relazione che abbiamo con esso. Ci invita a un ascolto profondo di ambienti, spazi e paesaggi che rivela i conflitti e le trasformazioni territoriali che investono gli ecosistemi ideologici, infrastrutturali e biologici dei quali siamo parte. In questo senso, le pratiche di ascolto ci spingono ad attraversare criticamente le aree di confine dei territori rurali, mettendo in discussione concetti persistenti che riguardano l’ineluttabile marginalità, la residualità e la perifericità delle aree rurali.

Il “Manifesto del Futurismo Rurale” è un documento prodotto come risultato di un processo collettivo di riflessione sviluppato da artisti, studiosi, curatori e critici nell’ambito di Liminaria, un progetto quinquennale di sound art e di ricerca basata sul campo finalizzata a sviluppare reti sostenibili dal punto di vista culturale, sociale ed economico in alcune regioni del meridione d’Italia. Come approdo finale di questo progetto, il “Manifesto del Futurismo Rurale” è fondato su una serie di proposizioni che mirano a ripensare le aree rurali e reimmaginarle come spazi complessi attivamente immersi nel dinamismo degli incontri e dei flussi delle geografie contemporanee, mettendo in discussione i discorsi del capitalismo e del metropolitanismo nei quali esse sono marginalizzate e considerate come condannate all’oblio.