Leandro Pisano

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Aprile
2011

The food side of sound aesthetics

The food side of sound aesthetics

Artisphere
Dome Theater, Arlington, Virginia
21 aprile 2011

Negli ultimi anni, il rapporto tra suono e cibo è diventato l’oggetto di una serie di ricerche sia nell’ambito della psicologia della percezione che negli studi legati ai nuovi media. Recenti ricerche si concentrano non solo sui fattori chiave dell’ascolto in relazione alla percezione multi-sensoriale del cibo, ma anche su alcune espressioni vernacolari che provengono direttamente dalla ricerca collegata all’estetica performativa, analizzata da una prospettiva multidisciplinare.

Ogni ricetta, come una lista di operazioni da eseguire in un determinato intervallo di tempo, può essere considerata come una sorta di spartito che è allo stesso tempo ben definito ed imprevedibile nel suo sviluppo sonoro. Il suono del cibo, i suoi sentori, i suoi profumi, possono guidarci in qualsiasi parte nel globo mettendoci in connessione diretta con diverse tradizioni culturali, fornendoci le coordinate dei luoghi, coprendo le distanze e, in definitiva, creando ibridazione.

Se Heston Blumenthal ha affermato che il cibo è un elemento dal fortissimo potere evocativo, potremmo estendere la sfera semantica delle sue parole al rapporto tra suono e cibo. “The food side of sound aesthetics” si concentra su una serie di case histories e di esempi di arte e design direttamente collegati con il tema suono/cibo, indagando nell’ambito del campo delimitato dalle arti performative, dalla sound art e dalla ricerca.

Attraverso una serie di accostamenti tra la gastronomia molecolare e la sperimentazione sonora digitale ed analizzando le connessioni tra cibo, suono e nuovi media come un modo per fare re-design (e rimediazione) dell’identità di un territorio rurale (Click’n’Food, Interferenze new arts festival), vengono discusse le modalità con cui la conoscenza del rapporto tra suono e cibo può aggiungere importanti livelli di informazione nel processo di “degustazione”, fornendo le basi per un’esperienza sensoriale senza dubbio più consapevole.

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